Risoluzione 46° Congresso della sezione di Milano Osvaldo Galmarini – 2 luglio 2017

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Il «modello Milano» ingrassa i parassiti al potere impoverendo lavoratori donne giovani e sviluppando militarizzazione della metropoli razzismo e fascioleghismo.
Unire ogni iniziativa di resistenza e lotta contro questo modello di sfruttamento e dominio, sulla base dei comuni interessi di classe e per lo sviluppo dell’organizzazione rivoluzionaria. (Risoluzione conclusiva approvata dal 46° Congresso della Sezione di Milano Osvaldo Galmarini, tenutosi il 2 luglio 2017)

Supplemento 1/7/2017

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I giannizzeri del padronato e della competitività schiavistica imbastiscono un nuovo attacco contro l’esercizio dello sciopero nei trasporti
Lo sciopero è un mezzo di lotta, un diritto assoluto dei lavoratori, che ha il suo fondamento forza limite nell’iniziativa autonomia capacità di movimento e di organizzazione operaia  –  Spezzare ogni divieto o limitazione delle pratiche operaie – lanciare piattaforme unitarie centrate sui bisogni e interessi operai – creare un fronte comune di lotta – guerra proletaria contro guerra padronal-statale
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Supplemento 16/6/2017

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Senza una piattaforma operaia per obbiettivi comuni di lotta ogni proposito di ricomposizione intersettoriale batte a vuoto (Sullo sciopero nazionale dei lavoratori dei trasporti e della logistica del 16 giugno 2017)

La legge di bilancio 2017 Un sostegno permanente alle imprese nell’aggravamento ulteriore della povertà (II) – (Riportiamo la II puntata della nostra presa di posizione sulla legge di bi- lancio; la prima è apparsa sul supplemento precedente, del 1/6/2017, e ha trattato i seguenti punti: 1) l’impianto economico della manovra e le previ- sioni illusorie dei programmatori; 2) la manovra a debito costruita a van- taggio di imprenditori e finanzieri alle spalle di giovani e lavoratori; 3) i ca- ratteri specifici di classe della manovra di bilancio).

Supplemento 1/6/2017

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Le disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, meglio note come «Daspo Urbano», territorializzano in modo capillare il controllo militarizzato delle città. (II)
 
La legge di bilancio 2017 Un sostegno permanente alle imprese nell’aggravamento ulteriore della povertà (I)
L’anticipo della pensione per i sessantatreenni (APE) uno smungimeto degli anticipatari a favore di banche e assicurazioni con svilimento del sistema previdenziale È chiaro che non si può contrastare, né ribaltare, la politica governativa perseguita dal terzetto Renzi – Padoan – Poletti senza una lotta di massa, organizzata, centrata sui bisogni e gli interessi dei lavoratori, occupati disoccupati, pensionandi e pensionati, locali ed immigrati Mobilitarsi, unirsi, in questa lotta. Guerra sociale proletaria contro guerra statale.
(Riportiamo, suddividendola in due puntate la nostra presa di posizione sulla legge di bilancio 2017 varata dal governo nell’ottobre 2016 come materiale di studio di confronto e di azione pratica, con riferimento alla manovra in cantiere per il 2018).

Linea di lotta al potere 2010-2017

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Presentazione
Il presente opuscolo abbraccia il decorso degli ultimi sette anni e mezzo dei rapporti di classe nel nostro paese, visti e considerati sotto l’angolo visuale specifico della «guerra statale totale» nei confronti delle masse proletarie.
Questo decorso contrassegna la fase della «guerra civile tendenziale» che si allarga ed inasprisce con la spiralizzazione della «crisi sistemica». In questa fase il potere ha spinto sempre più in alto la militarizzazione dei meccanismi di controllo-repressione delle masse e dei giovani. Il «Daspo urbano» è l’ultimo più recente anello di questa escalation. Con quest’ultimo meccanismo sicuritario il potere impone la militarizzazione capillare del territorio nella folle pretesa di calare una camicia di forza su giovani ribelli individui senza nulla a protezione di interessi parassitari.
L’opuscolo, che raccoglie e seleziona alcune nostre prese di posizione in materia, compendia la nostra linea di azione contro l’inasprimento della politica sicuritaria messa in atto dai vari governi ed offre materiale istruttivo sul che fare.
Quanti/e intendono approfondire la conoscenza delle nostre posizioni e desiderano collegarsi con la nostra organizzazione possono prendere contatto direttamente con le nostre sedi oppure scrivendo alla nostra Sezione Centro sita in Milano, P.za Morselli, 3 – (Cap 20154).
 
 

Fronte proletario contro guerra statale anti-immigrati

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cop fronteproletario

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PER UN FRONTE COMUNE DI CLASSE
CONTRO LA GUERRA STATALE A IMMIGRATI E RIFUGIATI
Presentazione
La guerra agli immigrati e ai rifugiati e l’intervento in Libia
Il dominio italiano nel mediterraneo, specificamente nello scacchiere occidentale, ha come obbiettivi principali il controllo dei flussi migratori e il possesso del petrolio libico.
Dal 2012 questi due obbiettivi si sono fatti più difficili e incerti in seguito alla crescente ondata migratoria africana gonfiata dall’afflusso dei profughi di guerra mediorientale e alla disintegrazione dello Stato libico retrocesso a una dilagante guerra civile interna. L’innalzarsi del flusso migratorio e la guerra per bande (Katibe) in Libia, dalle cui coste occidentali parte per Lampedusa il flusso maggiore dell’ondata, ha trasformato la metodologia di controllo dei flussi migratori in strategia militare. E così i due obiettivi di fondo sono entrati a far parte di una strategia unica
La guerra agli immigrati comincia a prendere la sua fisionomia armata nel 2013 con l’attuazione della politica di respingimenti e espulsioni. Trapassa poi di grado con l’“operazione Mare Nostrum”, che nel 2014 con la falsa motivazione di salvare i naufraghi, attua un fitto controllo del mare fin sotto le coste nordafricane, operando un controllo capillare dei migranti. Esplode nel sangue dall’inizio 2015 con l’operazione “Triton” che pone un filo spinato a 30 Km dalle coste col pattugliamento notte e giorno di questa fascia lasciando affondare i barconi in avaria. Prende avvio formale il 21 giugno 2015 con il varo, da parte del Consiglio Straordinario Europeo, dell’operazione Navale EUNAVFOR MED capeggiata dalla Marina militare italiana. Ma via via l’operazione si ingolfa nelle secche della divisione interna libica, nella ridda di conflitti tra Katibe, nonché nei contrasti infraeuropei, il governo italiano rilancia la guerra dall’interno in vista di un intervento armato ufficiale in Libia.
Il decreto-legge Minniti –Orlando, emanato il…

Supplemento 16/5/2017

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Le disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle citta’, meglio note come “Daspo urbano” territorializzano in modo capillare il controllo militarizzato delle citta’, lanciato nel 2008 dal governo Berlusconi-Bossi-Fini contro lavavetri graffitari ambulanti senza licenza immigrati senza permesso di soggiorno giovani disoccupati.
– Il governo Gentiloni-Minniti-Orlando partorisce un apparato di forza integrato composto da polizia e carabinieri diretto da prefetti magistrati sindaci appoggiato da volontari col compito di reprimere imbavagliare scacciare dal territorio limitare la libertà di movimento di disoccupati immigrati bisognosi ribelli antagonisti a protezione dellaproprieta’ privata e della rendita immobiliare.Respingere in blocco il nuovo arnese di guerra statale. Guerra di classe contro chi pianifica la tranquillità dei ricchibastonando i poveri. Promuovere allargare l’autodifesa nei quartieri popolari. Resistere alle cacciate e ai rastrellamenti. Contrattaccare le ronde dei sindaci sceriffi appoggiate da razzisti e neofascisti. Coinvolgere giovani e giovanissimi. Curare l’armamento proletario (I)
– Una maxi retata di polizia inaugura a Milano il “Daspo urbano” – Fermati in P.le Duca d’Aosta davanti la stazione centrale 52 migranti e tradotti in questura Unirsi per respingere il nuovo piano di controllo militarizzato del territorio Formare i comitati proletari di autodifesa in ogni quartiere popolare della città Esigere alloggi decenti e mense gratuite per senza tetto e senza salario Costruire una rete di organismi di autodifesa per far fronte ai bisogni immediati di vita di colpiti e bisognosi e alle esigenze della lotta contro il controllo territoriale militarizzato – Guerra di classe alla guerra statale.
                                                                  – La manifestazione del sindacalismo conflittuale a Milano per il 1° Maggio
 

Supplemento 1/5/2017

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1 MAGGIO 2017 – Per l’unificazione dei lavoratori, giovani e adulti – locali e immigrati, in un fronte comune di lotta nel quadro dell’internazionalismo proletario – Ogni azione mobilitazione scontro deve ispirarsi alla centralità degli interessi di classe – Varare piattaforme per obiettivi comuni ai vari movimenti di lotta – Formare gli organismi autonomi operai; organizzarsi nel sindacato di classe- Costruire il fronte rivoluzionario mediterraneo – europeo – Guerra a chi porta guerra.
– Gli sciacalli addentano la polpa di Alitalia e massacrano l’organico – Apprezziamo la bocciatura generale da parte dei lavoratori Alitalia del “preaccordo del ricatto anti-operaio” siglato il 14 aprile dalla direzione aziendale dalle Confederazioni sindacali e da altre sei associazioni di categoria.  E riportiamo quale contributo allo sviluppo della lotta l’esperienza accumulata nella sciacallesca ristrutturazione del gruppo nel 2008 (per la distruzione programmata dell’allora “gigante pubblico” vedere supplemento del 16/5 e 1/10/2008)

Supplemento 16/4/2017

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suppl16 4 17La guerra navale di deportazione dei migranti, lanciata nel 2015 dalla coalizione europea e inciampata nel groviglio di conflitti interni della Libia frantumata, riparte dall’interno con meccanismi rapidi di espulsione e rimpatri – Il decreto-legge Minniti -Orlando, risvolto interno di questa guerra, un dispositivo distruttivo di eliminazione di immigrati. – Abbasso il razzismo e l’anti-razzismo ipocrita. Pieno appoggio e solidarietà di classe agli immigrati e richiedenti asilo. Per il più vasto fronte proletario mertropolitano e tra metropoli e neocolonie

– La direzione aziendale che sanziona l’astensione dal lavoro l’8 marzo fa un oltraggio alle operaie che va stroncato da tutti i lavoratori

– La polveriera balcanica, testo pubblicato il 5 luglio 2001

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Il pentagono sferra un raid missilistico contro una base aeroportuale siriana vicino Homs

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IL PENTAGONO SFERRA UN RAID MISSILISTICO CONTRO UNA BASE AEROPORTUALE SIRIANA VICINO HOMS. E’ UN ATTACCO DIRETTO CONTRO DAMASCO E UN ATTO DI GUERRA TERRORIZZANTE CONTRO OGNI ALTRO PAESE INDIPENDENTE.
I LAVORATORI E I GIOVANI DEL MONDO INTERO MANIFESTINO IL LORO SDEGNO E ODIO CONTRO LA CRICCA DI POTERE STATUNITENSE E LE MACCHINE DI GUERRA IMPERIALISTICHE E STATALI IN NOME DELL’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO.
Alle 2,45 del 7 aprile, due potenti navi della flotta americana di stanza nel Mediterraneo orientale, la “Ross” e la “Poster”, hanno lanciato dalle acque di Tripoli del Libano 59 missili Tomahawk distruggendo la base militare siriana di Shayrat fulminando 7 militari e 9 civili. La “Casa Bianca”, giustificando il raid come rappresaglia nei confronti del presunto uso da parte dell’aviazione siriana di gas tossico (il Sarin) nel bombardamento del 4 a Khan Sheykhun con 75 morti tra cui molti bambini, ha dichiarato con sprezzante arroganza – smentendo l’accampata giustificazione – che è <un segnale per tutti>.
Il raid è certamente un atto di forza diretto dagli Stati Uniti contro il governo di Damasco capeggiato da Bashar Al Assad. Ma è inoltre una dichiarazione contro tutti i paesi ostili e/o critici della superpotenza. E segna tra l’altro un ricompattamento col richiamo al Pentagono dei <professionisti>, ossia con la nomina di James Mattis a segretario alla difesa e di Rox Tillerson a segretario di Stato, dell’ala repubblicana-conservatrice guerrafondaia, che ha sorretto le gesta bellicose di Bush junior dopo l’11 settembre 2001. E manda un presagio funesto di bellicismo catastrofico.
La viltà davanti alla forza non è mascherabile. Il Presidente del Consiglio in carica, belando che il raid è legittimo, ha spolverato in retromarcia la <possibilità di trattare>, che l’atto di genuflessione esclude in partenza; mentre il ministro della difesa non ha badato a parole senza senso sproloquiando che lo “choc” della risposta di Trump alle <ripetute violazioni> di…
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